In televisione è pieno di opinionisti, preosti, psicologi e politici che fanno credere agli stolti che dopo il virus saremo tutti più buoni.
Ma l'essere umano è un animale e dopo aver passato quasi tre mesi in gabbia, una volta uscito è aggressivo e con tanta voglia di far macello.
L' inconscio mi ha fatto mettere la tuta, lui lo sapeva cosa sarebbe successo io, pur conoscendomi, lo ignoravo, mi sentivo buono ed in pace.
Ho prenotato in un hotel ad Aprica per 2 notti assieme alla mia fidanzata, il primo giorno l'itinerario è stato: casa-valsecca-zambla-presolana-aprica.
Giorno 1
Ritrovo da me alle 9.00, partiamo dopo aver rabboccato l'olio alla moto della mia fidanzata.
La Valsecca è deserta, c'è veramente poca gente, ci fermiamo al solito bar, dove ero stato l'8 marzo, l'ultimo giorno di libertà, mi sembrava doveroso tornarvi.
4 chiacchiere col gestore e poi via per andare a prendere la Zambla, una strada che potrebbe essere bella ma che è asfaltata col kulo.
L'ultima volta che c'ero stato con Sara avevamo trovato 2 impediti, stavolta uno.
Kawasaki Z 900, credo, tutto intutato in tinta con la moto, si inclina nelle pieghe accennate e da gas sui rettilinei, gli sto dietro un po' poi è evidente il divario e lo supero, lo supera anche Sara, ovviamente.
Arrivati in cima alla Zambla chiedo se vuole fermarsi o proseguire, la mia amata come sempre vuole proseguire, la strada fila via liscia, troviamo tratti asciutti e bagnati, la sera prima ha piovuto.
Superiamo una hornet 600 e in poco tempo siamo sulla presolana, qui le moto cominciano a fare timida comparsa, troviamo dei gruppetti compatti che in fila indiana seguono il loro leader.
Il primo gruppetto lo supero uno alla volta, sperando che qualcuno sia degno del mio sollazzo, invece si rivelano degli "acceleroni" che poi rallentano e ti fanno passare, gente che nei curvoni sta attaccata alla linea di mezzeria, poi allarga per dare gas e poi richiude la curva e ritorna nella mezzeria, gente che i tornanti li fa a rallentatore. Il primo ad arrendersi è uno z750, poi un transalp, poi un monster ed infine il capogruppo con una XSR700, un aborto. Riguardando i video mi sono reso conto che la mia pazienza dietro ad uno che cerca di seminarmi in modi ridicoli dura meno di 2 minuti, ma mentre guido mi sembrano 10.
Ci fermiamo a mangiare in una formaggeria con delle caprette e delle galline all'aperto, avrei comprato chili di formaggio ma dovevo tenere posto nelle borse per il whisky e le grappe che avrei comprato a Livigno.
Fino all'arrivo non troveremo niente per cui valga la pena ingarellarsi, arriviamo all'Aprica con 30 minuti di anticipo nonostante ce la fossimo presa comoda per non arrivare un ora in anticipo.
Quello che è accaduto da qui al mattino è stata la parte più bella della giornata e non la riporto per motivi di privacy.
Giorno 2: il giro programmato comprenderà Passo Gavia, Stelvio, Foscagno, Livigno, Foscagno e Aprica.
Attaccato il Gavia veniamo seguiti da un branco di bmw, Sara li lascia passare e mi raggiungono, ci gioco un po', nel frattempo incontro una multistrada e la sorpasso malamente, non reagisce, allora raggiungo il suo amico col gs, prova a seminarmi ma è inutile, con quel coso puoi giusto andare a prendere l'aperitivo. Supero il Gs in un tornante stretto con ciclista e moto che arriva dall'altra parte il tutto con un movimento che rasenta la perfezione. Dopo un po' non vedendo più Sara li faccio passare e proseguo con lei, arrivati in cima è pieno di neve e di moto parcheggiate alla dolce prepuzio umano, qualche foto e si riparte. Più avanti invece c'è una lunga fila di auto di simpatici sciatori, che il diavolo mangi i loro figli.
Finita la discesa del Gavia ci spariamo il Foscagno, prima del valico vengo raggiunto da una Z750S ci divertiamo abbastanza, lo semino e poi lo faccio passare.
Dal valico a Livigno becco uno col super adventure 1290 che da gas, ma nei curvoni e nelle staccate non c'era storia, lo aspettavo e lo seminavo alternatamente.
A Livigno ho mangiato una battuta di manzo spettacolare al ristorante hotel Compagnoni, poi relax sul prato.
Cominciamo la salita da Livigno e subito incontriamo un monster e una multistrada vecchia, i ducatisti sono i miei preferiti, fanno tanto rumore per niente.
Li seguo, aumentano il ritmo ma il loro ballo è il liscio, io sto ascoltando hardcore.
Li passo in uscita da un tornante a sinistra tirando una marcia e raggiungo gli altri loro amici ducatisti che non mi soddisfano per niente, passati tutti arriviamo al negozio dove compro sempre la bumba e ci fermiamo.
Sono le 18 e dobbiamo fare una bella corsetta per arrivare ad Aprica in tempo per una cena decente dopo una bella doccia con sauna.
Giorno 3
Percorso: Aprica, Mortirolo, Passo San Marco, Valtaleggio, casa.
Se i primi due giorni avevamo incontrato pochi impediti il terzo è l'apoteosi dell'impedimento, complice la festività sono usciti tutti.
Sul Mortirolo non troviamo tanta gente, solo qualche ducatista e giessista lenti, li bruciamo in un attimo e mi imbatto un un multistrada che scende tranquillo velocino, lo filmo un po' ma poi mi annoio.
Ci spariamo a 100 il pezzo da Tirano a Morbegno, sosta e ripartenza.
Subito si presenza dinnanzi a me una scena raccapricciante, un gs con valigie e passeggera.
Gli sto dietro un po', lui si innervosisce e supera la moto davanti un gsx750 credo, dando dimostrazione di quanto la sua moto riesca ad accelerare e quanto lui non sia in grado di curvare.
Arriviamo in prossimità di un tornante abbastanza ampio a sinistra che stringe, c'è anche un bivio, una curvetta che devi conoscere se vuoi farla veloce e in sicurezza.
C'è un motocarro a tre ruote che ci precede e il giessista che fa? Lo sorpassa in curva mentre arrivano altre moto che per sua fortuna e mia sfortuna vanno piano (stavo filmando).
Lo seguo ancora un po' ma poi desisto e gli do un po' di vantaggio.
Lo raggiunto nuovamente e lo sorpasso cercando di non seminarlo gli mostro la retta via ma egli, privo di ogni abilità psicomotoria non impara nulla e viene seminato.
Incontro uno stoccafisso con un hornet che sembra abbia un bastone nel kulo da come guida, tiene le punte dei piedi sulle pedane con i talloni che escono e le ginocchia aperte, una posa che avevo visto solo ai tempi d'oro degli zarri in scooter (unita ai gomiti larghi).
Arrivati quasi in cima mi faccio una corsetta, ma non vedo più Sara e torno indietro dove l'avevo vista per l'ultima volta, mi scrive che devo tornare su, mi faccio ancora una corsetta e la ritrovo in cima assieme a un mare di gente ciondolante.
Nella seconda corsetta un motociclista a momenti mi centra perchè stava in mezzo alla strada per superare un scroto che si era fermato e manco a dirlo era un giessista che stava superando uno scooterista fermo.
Mangiamo al rifugio meno pieno e proseguiamo.
La discesa del San Marco è deserta e dura poco, attacchiamo la Valtaleggio e dopo un po' incontro un simpatico signore con la moglie sul loro Vstrom 650 credo, non guida male ma il gap prestazionale è imbarazzante, arrivati ad un tornante a destra lo supero in esterno e lo aspetto al tornante dopo mostrandogli una esecuzione di tornante con ginocchio a terra, lo semino e poi lo faccio passare perchè ho seminato anche Sara.
Una volta che Sara mi raggiunge lo riacciuffiamo e stavolta le sue velleità sportive sono scomparse, il ginocchio a terra ha funzionato anche se non sono uno che pensa che serva, è solo un vezzo inutile che non serve ad andar forte, ma solo ad impressionare l'avversario.
Di li a poco incontriamo una Z750 bloccata in mezzo ad una fila di auto che procedono lentamente, appena arrivo gli metto il pepe al kulo e comincia a fremere per passare le auto, lui passa io passo, lui passa io passo, fino a che per la foga a momenti si stampa contro un auto, finalmente ha campo libero e potrebbe dimostrarmi il suo valore, ma è scarso e dopo qualche minuto cessa di stare in mezzo alle palle e si mette a destra indicandomi di passare.
Piccola riflessione.
Se io vedessi sopraggiungere uno in moto che sta andando forte mi sposterei a destra e lo farei passare oppure comincerei ad andare più forte del suddetto.
Se invece te stai in mezzo, tagli le curve e fai finta di non vedermi guidando come se ci fossi solo tu sulla strada devi essere punito.
Arrivati a Lecco è la volta delle gallerie e delle macchine in coda.
Passare tra le auto incolonnate è un arte, ci sono 2 sistemi, sfruttare la vista periferica e andare ad una certa velocità zigzagando o andare forte con gli abbaglianti accesi.
Da quando sono invecchiato opto per la prima soluzione, mi trovo comunque a dover lottare con motociclisti con borsoni o impediti che vanno a velocità di poco superiori a quelle delle auto incolonnate e ciò mi irrita profondamente. Suonare o sgasare non serve, il scimunito non capisce, rimane li a schivare auto a velocità prossime allo zero e mi tappa le vie di uscita da una situazione che diventa sempre più incandescente.
Oggi ho aggressività in eccesso e li supero tagliandogli la strada, caso mai non avessero capito che si devono sciacquare dalle balle.
Trovo anche un ragazzino che sta seduto solo su una chiappa, tutto storto, i colpi di gas non sortiscono effetto , allora lo brucio con un sorpasso di auto a destra, avrà problemi di emorroidi, penso, e non riesce a ragionare.
In poco tempo siamo a casa, di sicuro saranno morte delle persone in moto, ma non noi, ciao ciao morte, per oggi non ci hai preso.

Un po' di fermi immagine dei video









