
Visto che Castelletto è la pista di riferimento per chi inizia a muovere i primi passi tra i cordoli del nord italia, ho fatto una piccola guida su come affrontare questo percorso. Non è la guida definitiva, come nulla quando si tratta di guida in pista. Ma è sicuramente un buon punto di partenza.
Castelletto è un cosiddetto pistino, ossia non un kartodromo come Ottobiano o Chignolo, ma nemmeno una pista seria come Franciacorta. E' un ottimo percorso per imparare, dato che è composto per lo più di curve lente, che mediamente vanno da 30 a 60 all'ora con qualche punta di 80 come l'ovale e 100/120 come la curva dopo la staccata del rettilineo.
Castelletto è letteralmente MASSACRANTE dal punto di vista fisico: molte curve lente significano molte staccate, molti spostamenti sulla sella e molta pressione sulle pedane. Le gambe sono, a mio avviso, la parte peggiore perché non potete mai rilassarle se non sul rettilineo, mentre per far riposare le braccia, basta staccare con largo anticipo. Molto sforzo fisico significa anche molto sudore: portatevi molta, molta acqua da casa (io ne faccio fuori in media 3 litri per ogni mezza giornata). Entrare in pista disidratati non è una buona idea, quindi bevete abbondantemente prima e dopo ogni turno.
Detto questo passiamo alla descrizione della pista, iniziando dal piccolo rettilineo di partenza, alla fine del quale vi troverete un tornantino (1) (il più lento di castelletto) preceduto da una mezza curva a sinistra (1). Personalmente taglio quest'ultima e metto la moto dritta per sfruttare meglio la staccata e portarmi tutto esterno, dopodiché la moto va buttata giù fino al punto di corda prima di iniziare a uscire larghi, toccando il cordolo opposto (3) e iniziare l'accelerazione.
Si va acannone fino alla curva successiva, una curva a dx (4) dal raggio abbastanza largo la cui corda si trova leggermente posticipata rispetto al centro. Qui non ci sono riferimenti per la frenata (ognuno frena quanno c@zzo je pare) ma questa va prolungata più che potete e, se ve la sentite, potete rimanere pinzati ben oltre il punto di inizio piega. In uscita rimanete chiusi, dato che la curva successiva (5) è un altro tornante in salita verso sinistra. Come tutte le curve in salita potreste affrontarla ad una velocità maggiore rispetto al dovuto, dato che la salita vi rallenterebbe, ma qui è meglio uscire più stretti possibile per affrontare la ripida salita che porta ad una doppia curva (6 e 7).
Se siete usciti belli stretti dalla curva precedente state attaccati al bordo sinistro della pista e accelerate forte fino alla prima delle due curve a destra, che vanno raccordate. Quando state per entrare nella prima parzializzate e buttate la moto giù di forza, per uscire larghi. Staccate e piegate per la seconda curva che è semicieca perché c'è uno scollinamento. La corda non la vedete, per ciò non chiudete subito la curva e se lo fate MOLLATE PIANO IL GAS, pena finire sulla terra (esperienza personale, io ve l'ho detto). Qui entrate senza rendervi conto nella curva 8. Anche qui dovete stare stretti in uscita, diciamo massimo fino a metà pista, e allargatevi per affrontare la prima dell'ovale, che è in discesa (9).
Date gas a paletta fino alla 3/4 della discesa dopodiché staccate ed entrate nella prima dell'ovale. Anche qui la curva va affrontata senza chiudere subito ma allargando inizialmente e chiudendo in un secondo momento. Questo vi darà la possibilità di alzare la moto presto e smanettare sul gas mentre siete ancora in piega (quindi all'occhio) e aumentarlo man mano che vi raddrizzate. L'accelerazione porterà la moto ad allargare ed uscirete all'esterno con il gas tutto in mano. Se, invece, chiuderete l'entrata della curva troppo presto, allargherete la traiettoria e non potrete alzare la moto in tempo, quindi perderete tempo a piegare senza senso e vedrete la gente infilarvi all'interno come dei baluba.
Nell'ovale si raggiungono i massimi angoli di piega perché la velocità è bella sostenuta e il raggio della curva bello ampio, quindi occhio alle correzioni.
Gas a cannone fino alla seconda dell'ovale (10), dove non dovrete staccare a troppo ma farete scorrere la moto tenendovi a mezzo metro dal cordolo per tutta la percorrenza. Verso la fine stringerete leggermente in modo da uscire sul bordo interno e staccherete per affrontare un tornante (11) fatto da due curve, ancora da raccordare. Il tornante è in salita e la seconda curva scollina, quindi non vedrete bene l'uscita. Per ciò alla staccata entrate più forte di quanto vi sembra di dover fare, perché la salita, ancora una volta, vi rallenterà. Se entrate troppo presto la moto chiuderà la traiettoria e dovrete alzarla con le bestemmie di chi vi arriva dietro e la fa bene

OCCHIO!!!!: la seconda curva di questo tornante presenta un asfalto in uscita UN PO' scivoloso. Quindi state al'occhio e attenti all'anteriore.
Accelerate ancora portandovi tutto a destra per l'ennesimo tornante (12). Questo è quello più facile: la corda si vede ed è esattamente a metà della curva. Se accelerate forte e volete ritardare la frenata, è un bel posto per un sorpasso in staccata da piloti veri

Uscite larghi e alzate la moto dando gas sul rettilineo lungo. Qui le velocità di punta su una SV650 sono di circa 165-170/h mentre il 1000 arriva anche a 180. Attenti che le SS vi sverniciano perché arrivano a 190/200. La staccata successiva al rettilineo (13) è la più impegnativa del circuito. Spesso la gente va larga, quindi ocio. Una staccata "normale" per una SV tutta di serie va affrontata una decina di metri prima del cartello dei 75 metri. Non è una staccatona, ma nemmeno una staccata da fermoni. Se sbagliate qualcosa, una staccata a questa distanza vi permette di fare correzioni. Una staccata forte per tutte le moto si fa ai 75, ma attenti che dovete sapere quello che fate, mentre staccare a 70 metri comporta dei rischi perché l'asfalto è irregolare e il posteriore salta che è un piacere.
La curva è secca a sinistra e bella veloce: l'SV650 l'affronta a 90/95km/h mentre le SS viaggiano molto di più: 110/120+. Qui per farla a cannone dovete scalare una marcia entrare forte strisciare il ginocchio per un secondo prima di rialzarvi e staccare per scalare un'altra marcia e inserirvi nella curva successiva. E' un'operazione molto veloce, quindi siate pronti e reattivi, se no ritarderete l'ingresso.
La curva successiva (14) è una doppia curva a sinistra da raccordare, in discesa, e parecchio lenta ma poco impegnativa: entrate abbastanza forte nella prima, fate scorrere la moto e regolate il gas per entrare nella seconda. Rimanendo tutto a sinistra accelerate per entrare forte nella successiva curva a destra (15) che vi porterà all'esterno per l'ultima curva (16), sempre a destra, quella di immissione nel rettilineo di partenza.
Non ho messo le marce perché potete affrontare tutta la pista in 2a, fatta eccezione per il rettilineo dove metterete (forse) la 4a, ma poi scalerete in 3a e ancora in 2a nella curva 14.
Spero di esservi stato utile.
Hell