Ringrazio tutti voi per i vostri interventi: da quelli IT inerenti la vendita del martellone a quelli (solo apparentemente) OT circa la gestione familiare, ne è emerso uno scambio decisamente interessante.
Per come la vedo io (altrimenti non avrei scelto di disfarmi di una moto validissima e divertente come l'SV), sono perfettamente allineato a Lizard: trovo profondamente limitante (anche per la propria crescita) ed egoistico adottare posizioni autarchiche ed assolutistiche come
"ah, io il sabato vado in moto. PUNTO", non perchè siano sbagliate in assoluto ma perchè credo che la decisione di iniziare un cammino comune (prima in due, poi chissà...

) porti obbligatoriamente a rimodellare i propri tempie spazi in funzione di un "NOIDUE" che non è più un "IO + TE", cercando compromessi e terreni di accordo che portano inevitabilmente ad alcune rinunce in favore di altre bellissime cose.
Ovvio che gli spazi (se possibile) debbano restare, ma trovo inconcepibile che questi spazi restino gli stessi di un tempo, e perdipiù senza possibilità di mediazione.
Vivere è divenire, è un continuo mutare, e trovo quantomeno limitativo restare attaccati in maniera così pervicace ad abitudini che comunque, alla fine dei conti, sono soltanto un bel gioco.
Ci sono poi fasi della vita (e chi ha figli fino ai 6-7 anni le conosce bene) in cui il tempo per se stessi è davvero ZERO, e in questo la visione di Lizard è assolutamente calzante; ritagliarsi a forza anche un minimo tempo per andare a giocare con la moto in questo periodo vorrebbe dire due cose, entrambe gravi:
1) privare i tuoi figli del tempo per giocare con te. Ok il tempo di qualità, ma i bimbi non sentono ragioni, e giustamente non si accontentano: quando sei con loro nel weekend non puoi andartene per giocare da solo, o si sentono abbandonati
2) lasciare TUTTO il carico a tua moglie: la gestione di una casa, con un bimbo (o più di uno) piccolo per casa, è già difficilissima quando si è in due a dividersi i compiti; accollare tutto sulle spalle della propria donna è puro e semplice egoismo: pure lei magari vorrebbe ritagliarsi del tempo per farsi un giro per vetrine con le sue amiche e fare 4 chiacchiere, ma non lo fa perchè ha delle responsabilità verso la sua famiglia (suo figlio e il suo uomo).
Poi ovvio che quando il bimbo sarà più autonomo (io sto aspettando con ansia che abbia l'età per entrare agli Scout

) la coppia potrà riprendersi i suoi spazi, sia collegiali che individuali, ma nei primi anni di vita del bimbo, specie per chi non ha nonni a disposizione (come me), TUTTO IL RESTO è demandato in secondo, terzo e quart'ordine.
Va bene così. E' GIUSTO così
Il tutto con la massima serenità.
Quando avevo 20 anni esisteva solo la moto (e la patata

)
A 30 anni idem, ma cominci a farti un'idea di cosa vuoi e cosa ti piace, e consolidi i tuoi "giochi" (sia motociclistici che... ahemmm...

)
Poi inizi un "NOIDUE" stabile; iniziano i compromessi, gli scambi, il venirsi incontro.
Poi arriva un figlio. Tu, e i tuoi giochi, passi in TOTALE secondo piano, perchè adesso c'è qualcosa di inifnitamente più importante.
E che dà infinitamente più gioia
Poi il figlio cresce; cominci a riprenderti i tuoi spazi, mediati dalla nuova maturità. Magari meno corse folli e più giri tranquilli e bucolici, ecc ecc ecc...
Com'è che si chiamava? Ah sì, la ruota della vita
NIENTE è immutabile, e tutto è in movimento.
E' giusto così
MAMMA MIA CHE PIPPONE FOTONICO DI DISCORSO !!!
